giovedì 30 novembre 2006

Untitled

“I got a car, I've got some gas
oh let's get out of here
get out of here fast
everyone's confused
I lock myself in my room
I'd like to go but I don't want
to go alone

I hope you get this message
cuz you're not at home
oh I could pick you up in
23 minutes or so
You don't have to pack your things
You can borrow all of mine
I want to go but I don't feel
like there's no time
Lord, if you wanna go
you're gonna have to make some time
For you, and only you
I could make some time
You could give meaning to the word
Time„
Pearl Jam - Untitled


... niente da fare, oggi mi sento così...

Libertà e Pace all'1 di notte

Ci penso su, in una cucina fumosa all'1 di notte: come si può spiegare il motivo per cui, a conti fatti, se credi nella pace non puoi urlare slogan che inneggiano alla morte altrui, anche quando questo altrui è un invasore?

... ecco... ancora non ho una risposta esatta, però se sei per la pace, in una guerra, non parteggi per nessuno ma stai con chi soffre senza motivo. E non è cattolicesimo perché, per quanto banale, la pace di per se è la religione. E nella pace non ci si crede a giorni alterni...

... per coerenza...

lunedì 27 novembre 2006

Bugie

Ammettiamolo: siamo stanchi. Stanchi delle bugie che circondano la nostra vita. Perché, diciamolo schiettamente, nessuno vive in un mondo perfetto, in cui ogni superficie è linda e perfetta. Noi stessi siamo imperfetti.
Ebbene, dicevo, siamo onesti: non se ne può più. Perché la sfiducia nel prossimo (anche se sarei per chiamarla semplicemente pragmatismo) nasce da tutte le balle rifilateci dal vicino di casa, dal fruttivendolo sotto l'angolo, dal tassista gentile che ci scorta per venti metri chiedendoci 40 euro, per non salire di casta e toccare sfere per cui, in seguito, sarei etichettato come blasfemo o comunista... o entrambe.
Dicevo, la sfiducia nasce lì, in quel marcio camuffato con profumo di marca che abbiamo sotto casa, fuori dalla porta a volte.

Ma non bisogna essere ipocriti: siamo portatori non sani dello stesso germe. Le raccontiamo e ce le raccontiamo per bene. Non importa che sia a fin di bene o che sia per paura delle conseguenze. Ne volano di tutti i colori.

Tutto questo per dire, che odio mentire per paura degli altri, della loro reazione. Che mi vorrei perfetto: dire alla ragazza di turno quello che provo (e magari ricavarne qualcosa!), dire al mio capo che ne ho le palle piene, ecc...

Ok, questo è il mondo perfetto che non esiste, quindi: che si fa?

...
...
...

... si accettano suggerimenti ovviamente...

sabato 25 novembre 2006

Viaggi

Occhi aperti alle 4 del mattino, aperti al 'tick' di un interruttore (quello dello stereo) che si accende all'ora desiderata. Volo delle 6.30. Ritorno ore 18.00. Tutto in giornata: una golata unica di facce nuove, di vite diverse, di parole inutili e di viste mozzafiato sull'era dell'uomo.

In poche parole viaggi. Ma viaggi di lavoro e questo non sempre è un bene.

Pochi giorni dopo, ti alzi presto: hai dormito male, anzi malissimo. Mentre fai colazione decidi di rompere l'abitudine al silenzio e accendi la televisione. Ti posizioni su un programma culturale in cui si discute dell'ennesimo caso giornalistico (http://www.uccidetelademocrazia.com/). Rimani sospeso qualche minuto tra un 'cazzo' e parole sovrapposte di gente (ma vale la pena chiamarli così? e dire che qualcuno si fregia anche del titolo di onorevole) che, anche senza urlare (almeno tecnicamente), gioca al rialzo sul volume altrui per sopprimerlo, sottometterlo, senza il minimo rispetto del pensiero diverso.

Ecco... adesso sì che ci andrebbe un viaggio... ma vero... una settimana ancora e sarò in Francia per il weekend: sarà meglio?

martedì 21 novembre 2006

Il cuore in america

... il mio cuore se ne va in America...

... ora qualcuno mi venga a dire qualche banalità di consolazione. L'unica verità è che se sei un vigliacco, il tuo cuore andrà sempre da qualche parte senza di te. E morirai sempre sommerso da rimpianti e con il pensiero di cosa sarebbe potuto essere.

Idiota.

lunedì 20 novembre 2006

Not in my head

Primo.

Prima di tutto. Non c'è nulla.

Ci fanno credere che il gioco ci appartenga, che tra i giocatori, anche noi avremo la parola e con i fatti giocheremo la nostra partita. Ci fanno credere che ci sia un futuro: bello o no, che ci sia!
Ed invece si muore di noia, apatia e menefreghismo. Abbandonati al primo accenno di ferite. Lasciati morire piano piano.

Alzare la testa non serve a niente, lo sappiamo ma cos'altro si può fare. E' demagogia, me ne rendo conto, ma abbiamo alternative?

Solo parole... ma sì, sono solo parole...