Ammettiamolo: siamo stanchi. Stanchi delle bugie che circondano la nostra vita. Perché, diciamolo schiettamente, nessuno vive in un mondo
perfetto, in cui ogni superficie è linda e perfetta. Noi stessi siamo imperfetti.
Ebbene, dicevo, siamo onesti: non se ne può più. Perché la sfiducia nel prossimo (anche se sarei per chiamarla semplicemente
pragmatismo) nasce da tutte le balle rifilateci dal vicino di casa, dal fruttivendolo sotto l'angolo, dal tassista gentile che ci scorta per venti metri chiedendoci 40 euro, per non salire di
casta e toccare sfere per cui, in seguito, sarei etichettato come blasfemo o comunista... o entrambe.
Dicevo, la sfiducia nasce lì, in quel marcio camuffato con profumo di marca che abbiamo sotto casa, fuori dalla porta a volte.
Ma non bisogna essere ipocriti: siamo portatori
non sani dello stesso germe. Le raccontiamo e ce le raccontiamo per bene. Non importa che sia a fin di bene o che sia per paura delle conseguenze. Ne volano di tutti i colori.
Tutto questo per dire, che odio mentire per paura degli altri, della loro reazione. Che mi vorrei perfetto: dire alla ragazza di turno quello che provo (e magari ricavarne qualcosa!), dire al mio capo che ne ho le palle piene, ecc...
Ok, questo è il mondo perfetto che non esiste, quindi:
che si fa?
...
...
...
... si accettano suggerimenti ovviamente...