venerdì 30 novembre 2007

Perché ti stai isolando?

... perché dagli altri pretendo di più. Invece, gli altri pretendono senza dare.

martedì 27 novembre 2007

Si ri-apre... almeno per un po'

Che i giorni passino è un dato di fatto. Che le persone cambino anche.

Avevo bisogno di una pausa e ne avrei ancora bisogno, da qui il titolo: almeno per qualche giorno apriamo nuovamente; apriamo la mente ma soprattutto la bocca e teniamo chiusi solo gli occhi perché è retorica quanto lì fuori faccia schifo.

Qualcuno spieghi ai signori dei gazebo di qualche settimana fa e soprattutto al loro leader, che in democrazia vince la maggioranza, non 10 milioni di voti non convalidati: gli elettori in Italia sono più del doppio... quindi quei 10 milioni (ed erano meno anche da cazzate ufficiali!) non sono la maggioranza.
Conclusione: non fateci fare anche la consueta figura di merda e farci passare anche un popolo di ignoranti, insieme al resto. Tornate a scuola (alle elementari per esattezza) e studiate nuovamente l'aritmetica.

Qualcuno spieghi anche al mondo che, seppur in fatica e malattia, non tutti accettano le regole del "vivere comune" senza batter ciglio. Nei rapporti umani si può anche scegliere la solitudine ed il distacco. Non bisogna per forza attaccarsi agli altri come sanguisughe bisognose di sentimenti elemosinati.

Detto questo, il post chiude: meglio la solitudine a questo mondo. E' più coerente quanto meno.

lunedì 3 settembre 2007

Si chiude... almeno per un po'

Questa è una fine. Non so dire se è la fine ma non si può andare avanti così. Le parole ormai sono ridondanti, ripetitive, come i sentimenti che trasportano.

Serve più tempo per pensare, valutare, agire. Non mi hai ferito ma non sei nemmeno riuscita a rendermi felice. Sei riuscita a fare l'unica cosa che non ero preparato a gestire. Hai detto "no", con il piglio di chi dice "no, non è per sempre ma quasi". Io speravo nel bianco ma avessi dovuto scegliere, avrei preferito il nero più netto...

... così non so cosa fare. In questo modo, per ora si chiude e poi si vedrà.

venerdì 31 agosto 2007

Polvere

Solo polvere. Tra le mani nient'altro che polvere e promesse che non si possono mantenere.

In fondo allo stomaco quel senso di smarrimento e sfiducia che non guarirà mai.

lunedì 27 agosto 2007

Ritorno a casa

Sei tornata. Le mie parole ti hanno raggiunto, rassicurato forse, ed ora siamo di nuovo qui, a fare lo stesso gioco: tu che rimandi, piena di impegni, io che mi sforzo di fermare quel fiume di pensieri e ragionamenti che scaturiscono le tue parole.

Perché non ti lasci andare? Perché non fermi il mondo per me? E dire che vorrei solo la certezza e la fine di tanti dubbi, pensieri e momenti di grande sconforto.

Inevitabilmente mi rendo conto che è mia la colpa, io che non so cosa fare e per questo rimango impietrito. Mia che mi aspetto sempre così tanto da rimanere sempre deluso.

Perché?

domenica 12 agosto 2007

Lyon

Il tuo messaggio arriva. Puntuale come l'assoluta imprevedibilità con cui riesci a non inviarlo, lasciandomi credere che sia tutto perduto. Lasciandomi pensare, tra i meandri della mia mente ormai malata della tua presenza, che ogni cosa sia compromessa, che il tempo speso fino ad oggi, per quanto limitato e rosicato, sia già stato frutto del "momento" e che per questo me lo sia perso.
Invece arriva un tuo segno ed io sono costretto a leggerlo e rileggerlo decine di volte, tornandoci ripetutamente sopra, analizzandolo fino al dettaglio. Cosa cerco lo sai bene. Cosa tu voglia comunicarmi, tra le parole apparentemente compiaciute e gentili, è chiaro solo a te. Io, come sempre, non riesco. E posso solo continuare a rubare il tempo speso con i miei amici, dedicandolo ad aspettare il tuo prossimo messaggio, la tua prossima risposta. E chissà quanto la attenderò.

Il problema è che per la prima volta non riesco a staccare da te anche qui, a 400 km da casa, dove abitualmente riesco a respirare aria nuova. Il problema è proprio questo: con tutta l'insanità di cui mi rendo ben conto, non ho voglia di staccare dal mio mondo perché ci sei (mielosamente) tu e che mi stai catturando il cuore.

Mi faccio schifo. Eppure non mi vergogno.

Se solo non ci fossero questi finali alternativi a turbare il sonno...

venerdì 10 agosto 2007

I miss you

Non ci siamo più visti.

E non vedo il tuo viso da diversi giorni ormai. Così come non sento la tua voce. Noi due, persi consapevolmente per l'Europa, in paesi diversi, non riusciamo a comunicare. Certo potrei chiamarti e forse sai bene che lo farei se sapessi che le cose stanno come vorrei. No, quel numero non posso proprio comporlo. Vorrebbe dire così tante cose che non mi posso permettere di non vedere il tuo viso.

E dire che ero pronto. Ti avrei detto tutto. Fino all'ultima goccia. Ed invece ora, il solo pensiero genera milioni di dubbi, facendo tremare le mie ossa.

Tu, presa in chissà quali faccende, non hai nemmeno idea di quanto mi accorga che tu non sei qui. Tu non sai quanto ti sogno. Tu non hai nemmeno idea di quanto, brutalmente e spaventosamente, mi manchi.

martedì 31 luglio 2007

26 giorni

Se oggi ti chiedessi cosa pensi, con ogni probabilità, non mi diresti ciò che vorrei sentire. Eppure ho questa terribile sensazione allo stomaco, ogni volta che penso a te: quasi tremo, quasi mi viene da urlare e mi trattengo perché il desiderio di meraviglia è talmente forte che ti spaventerebbe. I tempi, me ne rendo conto, non sono maturi. No, non lo sono affatto.

Rimane un'unica soluzione, ponderata a sufficienza. Dirti che c'è della magia nei miei occhi, ed anche se ne sono spaventato, è giusto che sia anche tua. Se lo vuoi. Se me ne darai la possibilità.

Prima che tu vada via. Prima che inizino i 26 giorni più lunghi degli ultimi anni.


Non lasciare che le cose rimangano come ora.

lunedì 23 luglio 2007

Attese

Sei a pezzi. Fa caldo eppure hai freddo. Ti tremano le gambe, ti si contorce lo stomaco. La tua mano, fredda e distante, è presa dagli spasmi. Eh sì, non stai bene.

Il viaggio è inutile senza un ritorno perciò la domanda è: tornerà?

E' stato tutto così crudele: l'attesa, la delusione ed il crollo, infine la risalita, quella fune gettata quando ormai eri nel baratro e sanguinavi. Eppure quella fune è bastata ma ora non funziona più. Ora l'attesa la sta bruciando.

Ed i segnali non arrivano più. E la voce si schiarisce più e più volte. Quel discorso ormai pronto nella tua testa perde consistenza, si sfalda, si contorce e ritorce su se stesso.

Eppure basterebbe così poco: un segnale, poche parole ed il mondo non esisterebbe più: lei ti fa stare così dannatamente bene che vorresti durasse per sempre, non lo spazio di una scintilla.

giovedì 12 luglio 2007

Crolli

Improvvisamente, quando crediamo che sia finita la salita, che gli appigli questa volta basteranno, che la fatica fatta per cambiare ci sarà servita, quando la mano è ormai prossima al pianoro al fondo di tutto, un appiglio viene via e rotoliamo al punto di partenza.

Lei non verrà. E' la terza in pochi mesi.

Della banalità si è detto tutto, perciò nessun altro commento.

Segnali di vita

Manco da molto. Cose da scrivere ce ne sarebbero tante, o forse no. La realtà dei fatti è che la nuova casa porta via tempo e non avendo una connessione, nei momenti di pausa, non posso approfittarne.

Magari da settembre le cose cambieranno.

Ad oggi, posso solo dire che mi sto accorgendo di come, in questi mesi, sia cambiato il mio modo di vedere il mondo.

E quello che sono diventato, forse, mi fa più paura di quanto voglia ammettere.

martedì 19 giugno 2007

Notti

Le prime notti sono strane. Fatte di rumori che non conosci e che ti tengono sveglio. Un materasso nuovo, duro come la pietra.

Le prime notti sono composte da luci che si accendono, acqua che scorre e pensieri che volano via.

Le prime notti passano. E vengono presto le seconde.

giovedì 14 giugno 2007

Lamentazioni

Ho scoperto recentemente un blog particolare perché permette di sfogarsi (assicurandosi che altri leggano il proprio sfogo).

Bene, me ne fotto di quel blog. Me ne fotto di tutto. Me ne fotto anche del fatto che nessuno si preoccuperà di leggere quello che scrivo: le mie lamentazioni sono solo per me, terapeutiche forse, poiché nessuno, tra quelli che potranno leggere, potrà risolvere i problemi.

Sono stanco. Soprattutto di chi mi dice: vedi la vita da un altro punto di vista, pensa ai problemi degli altri.

Io vivo i miei. E sono stanco dei miei problemi.

Risolverli, quando non dipendono da me, non è possibile. Quindi non provate a dirmi che basta mettersi lì e si risolveranno. Non si risolve mai un cazzo, anzi, peggiora sempre tutto.

martedì 5 giugno 2007

Esami

Non sono nessuno. Me ne rendo perfettamente conto. Eppure mi alzo tutto le mattine, affronto la mia giornata come tutti e pretendo maggiore rispetto.

Non sono nessuno ma nemmeno voi.

Di fronte a me stesso, nessuno di voi conta più di me. Esattamente come io non conto un cazzo per nessuno di voi.

Basta saperlo.

lunedì 14 maggio 2007

Assenza

Dando una rapida occhiata alle date, è quasi un mese che non scrivo, che non do notizie di me. Non che questo suoni come una tragedia ma "se non scrivi, a che ti serve?". Appunto. Se non scrivo è perché non serve che io scriva.

La casa di cui scrivevo un mese fa, sta venendo. Sarà fatta, come tutte, di sudore e polvere, di mani sporche e consunte, di complicità e di soldi spesi. Sarà faticosa e tragica ma per questo dovrà essere stupenda, in fondo. Ma il tempo non è ancora maturo perché io mi ci stabilisca. Manca poco però.

Altre cose ci sarebbero... ma non ho proprio voglia di lanciarmi contro il potere e chi lo amministra. Ci sarà tempo anche per questo.

Nel frattempo, se vi capita, andate a vedere Paolo Benvegnù in concerto e fateci anche due chiacchiere. Per principio non giuro, ma credetemi: ne vale la pena.

domenica 22 aprile 2007

Case

A volte casa è una sensazione piuttosto che un luogo fisico. A volte, non abbiamo una casa.

Io ne ho trovata finalmente una, nella speranza che le quattro mura che mi accoglieranno si possano impregnare di vita. Che possano essere la materializzazione di quella sensazione...

... banalità vero?

mercoledì 4 aprile 2007

America e Manhattan

Non ho un volto. Non ho un insieme di tratti somatici che possano racchiudere la mia essenza. Così come non sono nessuno.

Tempo fa scrivevo che il mio cuore era partito per l'America. Lo credo ancora, ma non sono così ingenuo da pensare che sia una sensazione destinata a durare. Ed è un peccato: bisognerebbe poter sognare.

Nel frattempo in un locale fumoso, l'incontro con un'altra ragazza. A Manhattan non ci si può proprio innamorare ma il vuoto è sempre dietro l'angolo. Sembra un film. Ma è tutto tranne che un film.

"Ho quello che non ho avuto mai
e mi appartiene il folle pensiero di eliminarmi
qui il cielo è verde e nero
e pure io respiro gelo e cielo
poi muoio anch'io entrando in te

Qui il cielo è verde e nero
e pure io respiro gelo e cielo
poi muoio anch'io entrando in te
poi muoio anch'io entrando in te
poi muoio anch'io entrando in te"
Limite e perfezione - Moltheni

giovedì 29 marzo 2007

Fede

Qualcuno può pensare che un uomo senza fede sia un uomo destina a fallire in tutto, nella vita, negli affetti. Può pensare che sia un uomo alla deriva, senza appigli nella tempesta.

Bene, è così ma questo non significa che si debba necessariamente avere fede. Basta guardarsi intorno per smetterla qui...

"Tu vuoi la verità, la novità: la verità la novità fa male"
Hungry & Thirsty - Paolo Benvegnù

domenica 18 marzo 2007

Attivismi: 1° puntata

Sarà la primavera, sarà qualsiasi altra cosa ma il torpore viene meno. Un'incombenza: arrestare il flusso delle cose che non vanno. Conscio di non poterlo applicare alla mia vita chissà che non si possa contribuire al miglioramento di quello che sta la fuori.

Iniziamo con il Darfur, senza la velleità di essere esaustivo.



Sopportate la retorica ma non ci si può nascondere per sempre.

domenica 11 marzo 2007

Lovely Valentina

10 marzo 2007 come un lontano venerdì di "Bufera" al Circolo Stranamore... ebbene sì... ma sei già impegnata...


... non c'è da aggiungere altro...

sabato 3 marzo 2007

Fumo di sigaretta

LEI: "Avete una sigaretta?"

L'ALTRO: "Io fumo solo tabacco"

LUI: "Mi sa che ti è andata male, hai beccato due che non fumano e uno che fuma solo tabacco"

LEI: "Non è per me, cerco una sigaretta per il mio migliore amico..."

LUI: "Beh, se vuoi ti accompagno dai fumatori..."

LEI: "Prima faccio un giro per vedere se la trovo..."

... LEI se ne va...

domenica 25 febbraio 2007

Cene

Ebbene sì, siamo retorici per una volta: i governi cadono, come la pioggia e le situazioni di sempre si ripetono.
Metti lì una cena di compleanno in un locale fintamente alla moda (stile un po' Newyorkese...), con gente di cui non ti frega niente. Lo sai già come finirà: ci sei già passato altre volte. Le strade da prendere sono due: mischiarsi o auto-eliminarsi. Nel primo caso i passi sono semplici: venire a patti con se stessi, dimenticare le proprie passioni e incertezze, mettere una bella maschera di allegria e sicurezza di se ed andare tra la gente, come un messia. A dispensare sorrisi, battute, mezzi discorsi pieni di compiacimento per le piccolezze altrui.
Auto-eliminarsi è ancora più semplice: basta rimanere se stessi, spingere sull'acceleratore della propria umana diversità ed il gioco è fatto. Hai perso, ti sei auto-eliminato dalla festa e alle 2 di notte sei nuovamente a casa: malato, stanco, quasi depresso ma ancora tu. Sì, proprio tu, nella tua estrema solitudine che, ammettiamolo, ti cresce dentro come un melanoma o come un figlio per quanta fatica fai a liberartene.

Ebbene sì, in questo periodo odio tutto e tutti. Questione di scelte forse...


"Non so se ci sia
una ragione per capire
e difendere gli enormi spazi
che esplodono dentro di me
che bruciano dentro di me
che non so dire niente
non so se per me è più importante il cielo
che nascondere e reprimere mille paure
che esplodono dentro di me
che bruciano dentro di me
che non ho niente
io non so perché è tutto così vero
che descrivere è impossibile
bisogna immaginare..."
Scisma - L'innocenza

lunedì 12 febbraio 2007

Scelte

Mi chiedono di scegliere. Mi dicono che non è sempre possibile fare quello che ci piace ma che l'importante è SCEGLIERE. E nella scelta, eventualmente, cambiare ottica, cambiare punto di vista, per starci meglio. Per accettare che non sempre le cose vanno come vorremmo.

... allora io che cosa posso scegliere? Tra un vita attaccata ad un lavoro che non mi esalta e che è pure mal pagato (provate voi a lavorare per l'università italiana... davvero, senza retorica...) o un lavoro meglio retribuito ma altrettanto repellente? Oppure mollare tutto, inseguire i sogni... un anno o due... e dove me ne vado... dove li cerco questi fottutissimi sogni che non ci lasciano mai dormire?

Vorrei che si spegnesse tutto. Ora, senza scelta.

sabato 3 febbraio 2007

Blog

Non passo spesso sul mio stesso blog. In fondo perché rileggere se stessi? Poi ricordo che ci sono commenti, che qualcuno ogni tanto aggiunge il suo pensiero, anche se raramente, e che è proprio questo il senso del blog: tessere un filo di pensiero che si possa intrecciare con il pensiero altrui, in democratica passione.

Ebbene, grazie a chi posta. Quando avrò qualcosa di pseudo-intelligente da condividere lo farò volentieri...

mercoledì 24 gennaio 2007

Neve e amici

00.15. Torno in auto dalla città. E' un martedì qualunque. Ho passato le mie ultime ore mangiando un felafel e bevendo litri di tè alla menta insieme a persone che condividono 2 delle mie 4 ore settimanali di studio musicale. Sono bravi ragazzi, anzi sono un bravo ragazzo (estroverso come io non sarò mai) e una brava ragazza (schietta, diretta e bisognosa di una vita più facile, di una vita che le permetta di vivere solo gli anni che ha). Le 4 ore precedenti che vanno dalle 18 alle 22, come detto, ero immerso nella musica: battevo coperchi, scuotevo e accarezzavo corde.

Torno in auto dalla città e urlo, anzi canto a perdifiato.
E guido come un indemoniato.

"Ma io lascio che le cose passino e si sfiorino / Perché non sono in grado di comprenderle / Io lascio che le cose passino e si sfiorino senza toccarsi" (*)


Brucio il lungo stradone principale che porta fuori città: mi hanno promesso la neve. Così mentre guido scorgo il cielo alla ricerca di un segnale, quando arrivo ad imboccare la statale. Ghiaia ovunque. Penso che questo potrebbe essere il segnale che andavo cercando.

Dormo a fatica e mi sveglio con tutta questa fatica nelle ossa, nei muscoli. Della neve nemmeno l'ombra. E questo mi fa riflettere. Mi permette di ricordare che a volte le persone che dovrebbero esserci più vicine sono quelle che ci fanno sentire più soli, togliendoci la terra da sotto i piedi proprio quando meno ce lo aspetteremmo.

Non c'è correlazione tra neve e pensiero, me ne rendo conto... ma non sapevo come arrivarci...


(*) da Il mare verticale - Paolo Benvegnù

venerdì 19 gennaio 2007

Omnibus

Se non scrivo per giorni, non significa che sono morto o che non esisto più. Lo sappia chi decide per me: significa che sono indignato, arrabbiato anzi no, furente.

Ci parlano di coppie di fatto, di PAX (ma va bene qualsiasi altro nome) e di MATRIMONIO, cercano di farci credere che viviamo in uno stato laico e in questo ci prendono puntualmente in giro.
Mi accaloro, lo so. Tanto per essere chiari da subito, tendo a cercare LEI piuttosto che LUI ma questo non vuol dire che vivo con un paraocchi di salame o che mi spaventi l'idea di una coppia formata in altro modo. C'è un mondo lì fuori (omosessuale sì, diciamolo, ma che cosa cambia?), che vive di relazioni laiche a cui l'attributo matrimonio (quasi un aggettivo se fuori dal contesto religioso) non può essere applicato se questo significa privarli del diritto di prendersi cura l'uno dell'altro.

Liberi di pensarla diversamente ma non di prenderci in giro. Se è la famiglia che vi preoccupa, fate in modo che l'arrivo dei figli modifichi l'unione civile fino ad ora creata in termini di diritti e doveri che ne salvaguardino la crescita: non sembra difficile. Ma NON PERMETTETEVI di dire che il matrimonio serve a delimitare e salvaguardare il concetto di FAMIGLIA, concetto che include i figli, solo perché volete che si facciano più figli per LE VOSTRE STRAMALEDDETTE PENSIONI. Quelle le potete pagare con i soldi che sono stati rubati da chi si arricchisce con le operazioni finanziarie che non volete tassare o recuperando le tasse che avete sperperato con i condoni.

Sono furioso, lo so. Probabilmente tutto questo suona banale e retorico. Sì, sono tutto questo. Ma non se può proprio più...

... secondo me...

giovedì 4 gennaio 2007

Citazioni

Ho passato tanto tempo a leggere un blog, scovato per caso. Ne ero incuriosito, o forse avevo solo bisogno di esternare le mie cazzate...

... ora dopo mesi, la proprietaria del blog ha postato un mio commento... l'avevo sparata troppo grande o, fosse anche per una volta soltanto, un senso l'avevo trovato?