Se oggi ti chiedessi cosa pensi, con ogni probabilità, non mi diresti ciò che vorrei sentire. Eppure ho questa terribile sensazione allo stomaco, ogni volta che penso a te: quasi tremo, quasi mi viene da urlare e mi trattengo perché il desiderio di meraviglia è talmente forte che ti spaventerebbe. I tempi, me ne rendo conto, non sono maturi. No, non lo sono affatto.
Rimane un'unica soluzione, ponderata a sufficienza. Dirti che c'è della magia nei miei occhi, ed anche se ne sono spaventato, è giusto che sia anche tua. Se lo vuoi. Se me ne darai la possibilità.
Prima che tu vada via. Prima che inizino i 26 giorni più lunghi degli ultimi anni.
Non lasciare che le cose rimangano come ora.
martedì 31 luglio 2007
lunedì 23 luglio 2007
Attese
Sei a pezzi. Fa caldo eppure hai freddo. Ti tremano le gambe, ti si contorce lo stomaco. La tua mano, fredda e distante, è presa dagli spasmi. Eh sì, non stai bene.
Il viaggio è inutile senza un ritorno perciò la domanda è: tornerà?
E' stato tutto così crudele: l'attesa, la delusione ed il crollo, infine la risalita, quella fune gettata quando ormai eri nel baratro e sanguinavi. Eppure quella fune è bastata ma ora non funziona più. Ora l'attesa la sta bruciando.
Ed i segnali non arrivano più. E la voce si schiarisce più e più volte. Quel discorso ormai pronto nella tua testa perde consistenza, si sfalda, si contorce e ritorce su se stesso.
Eppure basterebbe così poco: un segnale, poche parole ed il mondo non esisterebbe più: lei ti fa stare così dannatamente bene che vorresti durasse per sempre, non lo spazio di una scintilla.
Il viaggio è inutile senza un ritorno perciò la domanda è: tornerà?
E' stato tutto così crudele: l'attesa, la delusione ed il crollo, infine la risalita, quella fune gettata quando ormai eri nel baratro e sanguinavi. Eppure quella fune è bastata ma ora non funziona più. Ora l'attesa la sta bruciando.
Ed i segnali non arrivano più. E la voce si schiarisce più e più volte. Quel discorso ormai pronto nella tua testa perde consistenza, si sfalda, si contorce e ritorce su se stesso.
Eppure basterebbe così poco: un segnale, poche parole ed il mondo non esisterebbe più: lei ti fa stare così dannatamente bene che vorresti durasse per sempre, non lo spazio di una scintilla.
giovedì 12 luglio 2007
Crolli
Improvvisamente, quando crediamo che sia finita la salita, che gli appigli questa volta basteranno, che la fatica fatta per cambiare ci sarà servita, quando la mano è ormai prossima al pianoro al fondo di tutto, un appiglio viene via e rotoliamo al punto di partenza.
Lei non verrà. E' la terza in pochi mesi.
Della banalità si è detto tutto, perciò nessun altro commento.
Lei non verrà. E' la terza in pochi mesi.
Della banalità si è detto tutto, perciò nessun altro commento.
Segnali di vita
Manco da molto. Cose da scrivere ce ne sarebbero tante, o forse no. La realtà dei fatti è che la nuova casa porta via tempo e non avendo una connessione, nei momenti di pausa, non posso approfittarne.
Magari da settembre le cose cambieranno.
Ad oggi, posso solo dire che mi sto accorgendo di come, in questi mesi, sia cambiato il mio modo di vedere il mondo.
E quello che sono diventato, forse, mi fa più paura di quanto voglia ammettere.
Magari da settembre le cose cambieranno.
Ad oggi, posso solo dire che mi sto accorgendo di come, in questi mesi, sia cambiato il mio modo di vedere il mondo.
E quello che sono diventato, forse, mi fa più paura di quanto voglia ammettere.
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