Solo polvere. Tra le mani nient'altro che polvere e promesse che non si possono mantenere.
In fondo allo stomaco quel senso di smarrimento e sfiducia che non guarirà mai.
venerdì 31 agosto 2007
lunedì 27 agosto 2007
Ritorno a casa
Sei tornata. Le mie parole ti hanno raggiunto, rassicurato forse, ed ora siamo di nuovo qui, a fare lo stesso gioco: tu che rimandi, piena di impegni, io che mi sforzo di fermare quel fiume di pensieri e ragionamenti che scaturiscono le tue parole.
Perché non ti lasci andare? Perché non fermi il mondo per me? E dire che vorrei solo la certezza e la fine di tanti dubbi, pensieri e momenti di grande sconforto.
Inevitabilmente mi rendo conto che è mia la colpa, io che non so cosa fare e per questo rimango impietrito. Mia che mi aspetto sempre così tanto da rimanere sempre deluso.
Perché?
Perché non ti lasci andare? Perché non fermi il mondo per me? E dire che vorrei solo la certezza e la fine di tanti dubbi, pensieri e momenti di grande sconforto.
Inevitabilmente mi rendo conto che è mia la colpa, io che non so cosa fare e per questo rimango impietrito. Mia che mi aspetto sempre così tanto da rimanere sempre deluso.
Perché?
domenica 12 agosto 2007
Lyon
Il tuo messaggio arriva. Puntuale come l'assoluta imprevedibilità con cui riesci a non inviarlo, lasciandomi credere che sia tutto perduto. Lasciandomi pensare, tra i meandri della mia mente ormai malata della tua presenza, che ogni cosa sia compromessa, che il tempo speso fino ad oggi, per quanto limitato e rosicato, sia già stato frutto del "momento" e che per questo me lo sia perso.
Invece arriva un tuo segno ed io sono costretto a leggerlo e rileggerlo decine di volte, tornandoci ripetutamente sopra, analizzandolo fino al dettaglio. Cosa cerco lo sai bene. Cosa tu voglia comunicarmi, tra le parole apparentemente compiaciute e gentili, è chiaro solo a te. Io, come sempre, non riesco. E posso solo continuare a rubare il tempo speso con i miei amici, dedicandolo ad aspettare il tuo prossimo messaggio, la tua prossima risposta. E chissà quanto la attenderò.
Il problema è che per la prima volta non riesco a staccare da te anche qui, a 400 km da casa, dove abitualmente riesco a respirare aria nuova. Il problema è proprio questo: con tutta l'insanità di cui mi rendo ben conto, non ho voglia di staccare dal mio mondo perché ci sei (mielosamente) tu e che mi stai catturando il cuore.
Mi faccio schifo. Eppure non mi vergogno.
Se solo non ci fossero questi finali alternativi a turbare il sonno...
Invece arriva un tuo segno ed io sono costretto a leggerlo e rileggerlo decine di volte, tornandoci ripetutamente sopra, analizzandolo fino al dettaglio. Cosa cerco lo sai bene. Cosa tu voglia comunicarmi, tra le parole apparentemente compiaciute e gentili, è chiaro solo a te. Io, come sempre, non riesco. E posso solo continuare a rubare il tempo speso con i miei amici, dedicandolo ad aspettare il tuo prossimo messaggio, la tua prossima risposta. E chissà quanto la attenderò.
Il problema è che per la prima volta non riesco a staccare da te anche qui, a 400 km da casa, dove abitualmente riesco a respirare aria nuova. Il problema è proprio questo: con tutta l'insanità di cui mi rendo ben conto, non ho voglia di staccare dal mio mondo perché ci sei (mielosamente) tu e che mi stai catturando il cuore.
Mi faccio schifo. Eppure non mi vergogno.
Se solo non ci fossero questi finali alternativi a turbare il sonno...
venerdì 10 agosto 2007
I miss you
Non ci siamo più visti.
E non vedo il tuo viso da diversi giorni ormai. Così come non sento la tua voce. Noi due, persi consapevolmente per l'Europa, in paesi diversi, non riusciamo a comunicare. Certo potrei chiamarti e forse sai bene che lo farei se sapessi che le cose stanno come vorrei. No, quel numero non posso proprio comporlo. Vorrebbe dire così tante cose che non mi posso permettere di non vedere il tuo viso.
E dire che ero pronto. Ti avrei detto tutto. Fino all'ultima goccia. Ed invece ora, il solo pensiero genera milioni di dubbi, facendo tremare le mie ossa.
Tu, presa in chissà quali faccende, non hai nemmeno idea di quanto mi accorga che tu non sei qui. Tu non sai quanto ti sogno. Tu non hai nemmeno idea di quanto, brutalmente e spaventosamente, mi manchi.
E non vedo il tuo viso da diversi giorni ormai. Così come non sento la tua voce. Noi due, persi consapevolmente per l'Europa, in paesi diversi, non riusciamo a comunicare. Certo potrei chiamarti e forse sai bene che lo farei se sapessi che le cose stanno come vorrei. No, quel numero non posso proprio comporlo. Vorrebbe dire così tante cose che non mi posso permettere di non vedere il tuo viso.
E dire che ero pronto. Ti avrei detto tutto. Fino all'ultima goccia. Ed invece ora, il solo pensiero genera milioni di dubbi, facendo tremare le mie ossa.
Tu, presa in chissà quali faccende, non hai nemmeno idea di quanto mi accorga che tu non sei qui. Tu non sai quanto ti sogno. Tu non hai nemmeno idea di quanto, brutalmente e spaventosamente, mi manchi.
Iscriviti a:
Post (Atom)